Post n° 22 - Il mito del risveglio collettivo raggiungibile da tutti a buon mercato
Da ormai vari
decenni, tra corsi di yoga, tantra, meditazione trascendentale, costellazioni
familiari, lettura dei tarocchi e altre svariate tecniche (serie e meno serie),
una forma contorta di pseudospiritualità ha preso piede in gran parte del
pianeta. Seguendo il modello New Age del pensiero positivo all’americana, si
sono formati tantissimi gruppi - alcuni piccoli, altri composti da molti adepti
di ogni parte del mondo - nei quali i cosiddetti guru moderni o divulgatori
spirituali hanno insegnato a pensare positivamente creando un sistema mentale
meccanico fatto di formulette, frasi ripetute tipo mantra, tecniche del sorriso
e della risata, e chi più ne ha più ne metta, arrivando a convincere se stessi
e tutti i partecipanti a questi gruppi (che sborsano centinaia di dollari o di euro
all’anno per corsi attraverso cui imparare tecniche di guarigione moderne
basate su tecniche ben più antiche e per usare macchinari che dovrebbero
emanare bio energie pur non essendo biologici ma meccanici, o rimedi come la
depurazione dell’acqua da ingerire fatta anch’essa con macchinari o prodotti
costosi) che basta sorridere ripetendo a se stessi slogan come “sorridi alla
vita e la vita ti sorriderà”, “come si può essere più felici di così?”, “cosa
mi accadrà di meraviglioso oggi?”, “ogni cosa che mi accadrà sarà favolosa” e
altre frasi che dovrebbero sortire un effetto positivo sui meccanismi consci ed
inconsci della mente, portandoli a cancellare quasi per magia le paure, le
rigidità, le ristrettezze mentali e le abitudini che in anni di vita li hanno
resi ciò che sono nel bene e nel male.
Ovviamente non tutti i divulgatori spirituali né
tutte le guide usano questi sistemi discutibili, anzi, ci sono molte persone
serie che si impegnano ad aiutare chi segue le loro conferenze ed i loro corsi
ad imparare come fare autoanalisi guardandosi dentro (in un modo simile a
quello della psicanalisi), scovando le loro chiusure e le cause delle loro
paure e delle loro ferite emotive, in modo da iniziare un lungo e costante
lavoro su se stessi finalizzato a migliorarsi emotivamente e mentalmente,
divenendo sempre più consapevoli delle potenzialità e delle qualità innate e
riuscendo a vivere il più spesso possibile in presenza a se stessi, con
attenzione rivolta al mondo che li circonda. Ma per quanti divulgatori e guide
spirituali seri e preparati ci siano, ce ne sono moltissimi che spingono la
ricerca interiore a divenire superficiale e illusoria. Alcuni lo fanno
volutamente, creando un grosso giro di affari e di soldi, speculando sul dolore
degli altri e sul bisogno che hanno di superare le loro difficoltà umane, altri
(probabilmente la maggioranza) invece lo fanno credendo fermamente nelle loro
affermazioni nate da intuizioni parzialmente giuste ma poi deviate in parte da
ragionamenti mentali eccessivi causati anche da insegnamenti errati ricevuti
precedentemente, e dall’influenza esterna derivata dalle società, dalle
religioni e dai credo seguiti dogmaticamente o quasi.
Che si tratti del primo o del secondo caso, che
lo facciano per scelta o in modo del tutto inconsapevole, comunque credo
rispondano all’etichetta di “falsi profeti”. Il loro obbiettivo è quello di
spingere migliaia di persone a credere a ciò che viene insegnato loro invece
che a cercare le risposte dentro loro stessi, cosa che invece è e dovrebbe
essere il principio fondamentale di un qualsiasi percorso di ricerca spirituale
seguito in modo sano. Ma le persone che finiscono in questi giri sono sempre (o
quasi) dei soggetti che a livello inconscio hanno bisogno di uscire dal sistema
sociale entrando in un nuovo micro sistema che invece di renderli liberi dalle
influenze esterne e dalle sovrastrutture mentali che ne derivano li porterà ad
infilarsi in un nuovo e diverso tipo di dipendenza mentale ed emotiva. Queste
persone partecipando a riunioni e corsi in gruppi “New Age” non fanno altro che
convincersi di essersi risvegliati uscendo dai meccanismi che li rendevano
schiavi addormentati, entrando invece in un nuovo livello di addormentamento
che li illude di aver finalmente aperto gli occhi e la mente, finendo col
dipendere dal loro guru/maestro per poi arrivare in seguito ad insegnare
inconsapevolmente ad altri come dipendere da loro.
Ad ogni modo, benché in un certo momento della vita capiti a
molti di incontrare sul proprio cammino un uomo o una donna che diventerà la
loro guida iniziatica (seria e onesta), ad un certo punto tutti quelli che
troveranno il modo di ascoltarsi profondamente abbandoneranno quella guida
comprendendo che è stata solo parte di un percorso provvisorio, e da quel
momento impareranno a seguire solamente se stessi fidandosi delle proprie
intuizioni e prese di coscienza. Krishnamurti disse: “Ogni guru è una
trappola, Ogni leader è un tiranno. Ogni maestro confonde. La malattia del
secolo si chiama dipendenza. È ridotta a una debole luce il contatto con la
propria anima. Se fossimo in contatto con il nostro cuore profondo, cioè il
luogo reale dello Spirito, non accetteremmo nessun leader, nessun maestro,
nessun guru. Saremmo indipendenti, svegli, vigili, autonomi e non automi. Il
maestro sei tu. E dentro c’è anche tutto quello che serve".
Per chiudere,
su questo pianeta non c’è mai stato e mai ci sarà un risveglio collettivo di
massa. Ognuno ha i suoi tempi di evoluzione dovuti alla capacità di comprendere
e accettare ciò che trova dentro se stesso o all’incapacità di riuscirci facendo
resistenza al proprio cambiamento e creandosi ostacoli che lo rallenteranno. Quindi mi permetto di suggerire a tutti di
lasciar perdere i salti quantici, l’aumento delle vibrazioni energetiche sul
pianeta, i messaggi di Ashtar Sheran o di qualunque altro alieno o maestro
disincarnato, i messaggi inviati dalle persone che sono canalizzatori di tali entità e tutte le
altre cose che possono distogliervi dall’unica cosa che dovete fare: entrare in
voi stessi, trovare le vostre ferite emotive, curarle e diventare esseri umani migliori imparando a comportarvi con delicatezza e amore verso voi stessi e gli
altri.
Immagine post presa dalla pagina Facebook “L’Incoscienza di Zen”

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